VINCENZO PADULA
La Fondazione Padula è stata costituita grazie alla Legge Regionale n°20/1995 "Quota regionale di partecipazione per la costituzione di fondazioni di rilevante interesse regionale: C. Alvaro in S. Luca di Aspromonte,V. Padula in Acri , G. Morelli in Crotone,IMES in Catanzaro". La fondazione è stata costituita con atto notarile il 18 Aprile 1998. I soci fondatori sono: la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza, l'Università degli Studi della Calabria, la Comunità Montana "Destra Crati", il Comune di Acri.
Palazzo Vincenzo Padula
La Fondazione è sita presso il:
Palazzo Padula in via S. Francesco - 87041 - Acri CS.
Tel. +39 0984 - 94 23 09 - Italia
::.:: VITA
...Vincenzo Padula nacque ad Acri (CS) il 25 marzo 1819 da Carlo Maria, medico, e da Mariangela Caterino. A dieci anni entrò nel seminario di Bisignano, dal quale passò, poi, in quello maggiore di S. Marco Argentano, dove il 10 giugno 1843 fu ordinato sacerdote. Dopo due anni d'insegnamento, lasciò il seminario e, spinto dai suoi forti interessi per la letteratura e il giornalismo, e dalla sua viva sensibilità civile e patriottica, riprese e intensificò i contatti con Domenico Mauro e con il gruppo dei giovani liberali cosentini, che si riunivano intorno a lui, mettendo la sua cultura e il suo intelletto al servizio dell'ideale. In quegli anni di lotte, animò, con la sua eloquenza infuocata e trascinatrice, il Circolo Democratico di Acri, schierandosi apertamente a fianco di quanti operavano per l'unificazione nazionale e in difesa delle classi emarginate e dei Comuni, contro gli usurpatori delle terre demaniali. Nella reazione seguita ai falliti moti del 1844 e del 1848, un ben individuato gruppo di grossi agrari di Acri e del suo circondario, per liberarsi di questo scomodo prete, che osava metterne in discussione la leadership, la ricchezza e il possesso della terra, armò contro di lui una banda di killer che, la sera del 25 settembre 1848, lo assalì all'uscita dalla chiesa di S. Domenico, dove predicava la novena del Rosario. Nel tafferuglio, che ne seguì, rimase ucciso Giacomo, il più giovane dei fratelli, che era accorso in suo aiuto. Da quel momento, e fino al 1860, don Vincenzo, ricercato dalla polizia, costretto a spostarsi in continuazione da un luogo all'altro, impedito nell'insegnamento pubblico e privato, sottoposto a processi politici e, più volte, inquisito, incarcerato e inviato a domicilio coatto, fu costretto a una vita di stenti e di privazioni, che ne condizionò pesantemente l'attività letteraria iniziata, sotto i migliori e più promettenti auspici, negli anni della prima giovinezza. Solo dopo la spedizione dei Mille e l'unificazione d'Italia, il Padula, che all'acutezza e alla versatilità dell'ingegno univa una vasta e solida cultura, potè finalmente dedicarsi all'insegnamento, e fu docente di letteratura italiana nei licei di Cosenza e di Napoli e, per due anni, nell'Università di Parma. Le sue prime opere furono due novelle romantiche in ottave, a tema calabrese: Il monastero di Sambucina (1842) e Valentino (1845) che, pur non immuni da mende e squilibri, presentano grandiosità d'immagini, freschezza di fantasia, splendore di forma e un'eccezionale capacità di ritrarre lo spettacolo della natura e di rappresentare l'uomo nella natura e di fronte alla morte. Agli anni della giovinezza risalgono pure Sigismina, un'altra novella romantica calabrese, in venti canti, di cui ci rimangono, purtroppo, scarsi frammenti, e L'Orco, una leggenda popolare polimetrica, in dodici canti che è, forse, la sua opera maggiore. Del 1850 è l'Antonello capobrigante calabrese, un dramma in prosa in cinque atti, a tematica brigantesca, ma con forti implicanze sociali e politiche. Nel 1864, a Cosenza, fondò Il Bruzio, un bisettimanale politico-letterario, sul quale studiò, con acutezza d'ingegno, in una serie d'articoli, che il Croce giudicò "stupendi di pensiero e di forma", i problemi del sottosviluppo e dell'arretratezza culturale delle regioni meridionali, individuandone le motivazioni sociali nel feudo e nel latifondo ancora persistenti, nel comportamento antisociale della borghesia agraria e nelle miserrime condizioni di vita delle classi emarginate. Delle opere del Padula "erudito" meritano di essere ricordate la traduzione polimetrica dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (1854/1861), recensita positivamente dal Carducci e ammirata dal Croce; l'Elogio dell'abate Antonio Genovesi (1867); Pauca quae in Sexto Aurelio Propertio Vincentius Padula ab Acrio animadvertebat (1871); Quomodo litterarum latinarum sint studia instituenda Vincentius Padula ab Acrio disserebat (1871); la Protogea ossia l'Europa preistorica (1871). Le ultime opere pubblicate, in vita, dal Padula furono le Poesie varie, le Prose Giornalistiche e il primo volume de Il Bruzio, edite tutte nel 1878. Nell'ultimo decennio della sua vita don Vincenzo, deluso e ammalato, lasciò Napoli e si rifugiò nel suo paese natio, dove, consumato dalla spinite, si spense in solitudine l'8 gennaio 1893.
::.:: OPERE
- Il Monastero di Sambucina - Novella calabrese, Bruxelles (ma Napoli), 1842.
- Valentino - Poemetto, Palermo (ma Napoli), 1845; Cosenza, 1846.
- Apocalisse di San Giovanni apostolo recata in versi italiani, Napoli, 1854;2^, 1861.
- In morte del marchese Cesare Berlingieri di Crotone, Napoli, 1854. - Il Natale, Napoli, 1854.
- La Passione, Napoli, 1854.
- A Maria Concetta Immacolata, Napoli, 1854.
- In morte del giovane Alfonso Perrelli, Napoli, 1856.
- Canzone calabrese sopra la notte di Natale, Cosenza, 1858.
- Per le sponsalizie di Giuseppe e di Maria - Panagerico, Cosenza, 1859.
- A Maria Addolorata - Panegerico, Cosenza, 1860.
- Antonello capobrigante calabrese, Cosenza, 1864/65; 2^, Cosenza, 1865; 3^, Napoli, 1878.
- Elogio funebre a Luigi Giannone, Napoli, 1867.
- Elogio dell'abate Antonio Genovesi, Napoli, 1869.
- Pauca quae in Sexto Aurelio Propertio Vincentius Padula ab Acrio animadvertebat, Napoli, 1871.
- Quomodo litterarum latinarum sint studia instituenda Vincentius Padula ab Acrio disserebat, Napoli, 1871.
- Protogea ossia l'Europa preistorica, Napoli, 1871.
- Orazione funebre per Mariantonia Falcone, Napoli, 1874.
- Il Bruzio, Napoli, 1878.
- Prose Giornalistiche, Napoli, 1878.
- Poesie varie, Napoli, 1878.
- Storia della portentosa immagine di Maria della Catena, Cosenza, 1890. * Dal 1864 al 1865 pubblicò in Cosenza il bisettimanale politico-letterario "Il Bruzio".
::.:: OPERE POSTUME E RIEDIZIONI
- Carme inedito giovanile, a cura di V. Vecchi e C. Cesi, Trani, 1893.
- Poesie, a cura di Vincenzo Julia, Napoli, 1894.
- Il Monastero di Sambucina, a cura di S. Chiara (da un rifacimento posteriore all'ediz. 1842, completamente rielaborato), Nicastro, 1914; ristampa anastatica, Cosenza, 1986.
- Valentino, a cura di A. De Luca, Cosenza, 1905; ristampa anastatica dell'ediz. 1845, Acri 1986.
- Le poesie, Acri, 1928; ristampa anastatica, Cosenza, 1988.
- Poesie varie e dialettali, Acri, 1930; ristampa anastatica, Cosenza, 1988.
- Antonello capobrigante calabrese, a cura di F. Gullo, Milano, 1952; a cura di G. Manacorda, Roma, 1976.
- Poesie, a cura di G. Julia, Acri, 1967.
- Poesie dialettali, a cura di G. Julia, Cosenza, 1967.
- Calabria di sempre, a cura di G. Costanzo, Roma-Milano, 1971.
- Poesie, Roma, 1973. - Cronaca del brigantaggio in Calabria (1864-64), Napoli, 1974.
- Poesie inedite, a cura di A. Piromalli e D. Scafoglio, Napoli, 1974.
- L'Orco - Leggenda d' un vecchio, a cura di A. Marinari, Roma, 1975.
- Due componimenti poetici dialettali, a cura di I. De Benedetto, Cosenza, 1975.
- Sigismina, - Frammenti in gran parte inediti, a cura di A. Marinari, Roma, 1976.
- Calabria, prima e dopo l'Unità, a cura di A. Marinari, 2 voll., Bari, 1977.
- Industria, terreni e stato delle persone in Calabria, a cura di A. Marinari, Roma, 1978.
- Il Bruzio - Giornale politico-letterario, ristampa anastatica, Reggio Calabria, 1978.
- Elogio dell'abate Antonio Genovesi, a cura di G. Savarese, Roma, 1978.
- Il brigantaggio in Calabria (1864-65), a cura di G. Manacorda, Roma, 1981.
- Quomodo litterarum latinarum sint studia instituenda, a cura e con traduz. di E. Belsito, Acri, 1982.
- Poesie religiose, scelte e annotate da I. De Bendetto, Cosenza, 1984.
- Il Bruzio, a cura di A. Marinari, Roma, 1987 e 1989.
- G. Abbruzzo, Le poesie dialettali di V. Padula, Orizzonti Meridionali, Cosenza, 1993.
::.:: OPERE DI VINCENZO PADULA - EDITRICE LATERZA
Collana "Biblioteca di Cultura Moderna" a cura del Comune di Acri e della Fondazione Vincenzo Padula
- V. Padula: Un intellettuale di frontiera;
- V. Padula: Prose, narrative morali, satiriche, pensieri, cronache, elogi funebri; a cura di Carlo Muscetta e Enzo Frustaci.
- V. Padula: I poemetti; a cura di Attilio Marinari.
::.:: SCELTE ANTOLOGICHE
- Fede e poesia nell'Ottocento, a cura di G. Petrocchi, Padova, 1948.
- V. Padula, Persone in Calabria, a cura di C. Muscetta, Milano e Firenze, 1950; 2^ ediz., Roma, 1967; 3^ ediz., Roma, 1993. -
- Memorialisti dell'Ottocento, a cura di G. Trombatore, Milano-Napoli, 1953.
- Poeti minori dell'Ottocento, a cura di L. Baldacci, I, Milano-Napoli, 1958.
- I poeti minori dell'Ottocento, III, a cura di E. Janni, Milano, 1958.
- Poeti minori dell'Ottocento, a cura di G. Innamorati, II, Milano-Napoli, 1963.
- Poeti minori dell'Ottocento italiano, a cura di F. Ulivi, Milano, 1963.